mercoledì 28 novembre 2007

La situazione di mamma Rai non è buona


Io mi chiedo perchè Celentano possa decidere di pubblicizzare il proprio cd in uscita tramite un programma che è, effettivamente, solo un megaspot e, oltretutto, possa essere pregato per farlo. Ricevuto con tutti gli onori dal direttore della rete ammiraglia, il caro Del Noce, che all'epoca del tanto contestato Rock politik aveva avuto con il Celentano nazionale dei dissapori fino a parlare di rottura. E, sottolineo inoltre, che è stato anche pagato.

E' stato pagato per poter pubblicizzare il proprio cd in uscita.

Riflettiamo. Celentano è, senza dubbio, una icona della italianità nel mondo. Della musica italiana, anche. E se Adriano comincia a insultare gridare sbeffeggiare tutti lo ascoltano. E se dice le sue incommensurabili cazzate (perchè lui è rock nella misura in cui lo sono le sue improponibili crociate) pure i professori universitari il giorno dopo si sentono in dovere di commentarle.

E, dunque, ricapitolando, Celentano, facendo pubblicità al suo disco, fa tanta audience e, ri-dunque, raiuno può vendere più cari ancora gli spazi pubblicitari.

Però, se mamma rai vuole farmi credere che Celentano significhi ARTE in prima serata, io mi incazzo. E non mi si venga a dire che Celentano in televisione significhi che nella Rai ci sia libertà.

A sto punto sentirei l'urgenza di Promuovere una petizione:
Riportiamo TOPO GIGIO su raiuno.
Perchè, non lo sapete? Topo Gigio è troppo caro, e allo Zecchino d'oro è stato presente solo per la serata finale. Le altre sere è stato sostituito da un topo di serie b. Credo ingaggiato tramite un contratto di job on call.

I want to

Oh yeah, I’ll tell you something,
I think you’ll understand.
When I’ll say that something
I want to hold your hand,
I want to hold your hand,
I want to hold your hand.

Oh please, say to me
You’ll let me be your man
And please, say to me
You’ll let me hold your hand.
Now let me hold your hand,
I want to hold your hand.

And when I touch you I feel happy inside.
It’s such a feeling that my love
I can’t hide, I can’t hide, I can’t hide.

Yeah, you’ve got that something,
I think you’ll understand.
When I’ll say that something
I want to hold your hand,
I want to hold your hand,
I want to hold your hand.

And when I touch you I feel happy inside.
It’s such a feeling that my love
I can’t hide, I can’t hide, I can’t hide.

Yeh, you’ve got that something,
I think you’ll understand.
When I’ll feel that something
I want to hold your hand,
I want to hold your hand,
I want to hold your hand.


Beatles, 1963

domenica 25 novembre 2007

mercoledì 21 novembre 2007

Razza degenere.

Un risarcimento milionario per 54 anni di esilio. Lo hanno chiesto i Savoia allo Stato italiano. Sono esattamente 260 i milioni chiesti da Vittorio Emanuele e da suo figlio Emanuele Filiberto per i danni morali. I Savoia, inoltre, vorrebbero anche la restituzione dei beni confiscati quando nacque la Repubblica. Lo rivelerà questa sera un servizio di "Ballarò", la trasmissione condotta da Giovanni Floris su Raitre. I legali della ex casa regnante hanno avanzato la richiesta direttamente al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio Romano Prodi. Il segretario generale della presidenza del Consiglio Carlo Malinconico ha risposto alla redazione di "Ballarò" che "non solo non ritiene di dover pagare nulla ai Savoia, ma pensa di chiedere a sua volta i danni all'ex famiglia reale per le responsabilità che ha avuto nella storia italiana".


Censurate il film di Faenza!!!


Io mi ritengo offeso. Faenza ha demolito uno dei capolavori della Letteratura Italiana. Nonchè uno dei miei romanzi preferiti.

I Vicerè si meritano un'altra possibilità.

Spero che chi sia rimasto come me deluso da questo film non pensi che De Roberto fosse così mielosamente scontato.

La trama del romanzo è ricca di colpi di scena, di momenti indimenticabili, di scorci impressionanti.

Di impressionante in quel che ho visto stasera c'è soltanto la sceneggiatura. Una improponibile cazzata. Scusate il francesismo.

Dunque, cogliete il mio invito: leggete I Vicerè. E poi ditemi.

martedì 13 novembre 2007

Disastro ambientale


A causa di una violenta tempesta 5 navi sono state gravemente danneggiate e stanno ora riversando il greggio che trasportavano nel Mar Nero.
E' un disastro ambientale di proporzioni enormi. La macchia nera si è già espansa, l'ecosistema è più che a rischio. Anche i militari sono coinvolti nelle operazioni di arginamento dell'emergenza.
Ma già più di 30.000 uccelli sono morti.

sabato 10 novembre 2007

E finamente è arrivato


Si, è arrivato.
Pensavo a cosa poter scrivere in questa mattina di Novembre, e invece la risposta mi accarezzava la pelle da quando mi sono svegliato. E' arrivato il freddo.
Ora vi spiego perchè lo amo.
Anzi, non sono nemmeno certo di essere in grado di spiegarlo. Però so che è' una di quelle passioni che nascono fin da quando si è piccoli.
Io non ho mai amato particolarmente l'estate. Nemmeno da piccolo, appunto. Anzi, proprio da piccolo mi mettevo sempre alla finestra sperando di vedere nevicare. A Vittoria. In Sicilia. A sud di Tunisi.
Credo che la mia dedizione per le attese frustranti sia proprio iniziata all'epoca.
Ero così preso da queste immagini invernali da cartone animato che una volta, non so dopo aver mangiato cosa, ho visto calare dal cielo dei candidi dischi di neve. Si, proprio la neve come la disegnano nei cartoni animati giapponesi. Bene, credo che questo basti a far capire molto di me.
Oggi, io amo il freddo. Le coperte. La cioccolata calda. E a volte anche il the. Ma non troppo caldo, non lo reggo!!! Ecco, e poi amo uscire la mattina e venire avvolto da questo manto gelido. Magari con il cielo terso. Si, perchè se la giornata è tersa, in inverno, il freddo è più intenso.
Cosa c'è di più perfetto?
Vorrei che tutto l'anno fosse un lungo inverno, senza pioggia.

lunedì 5 novembre 2007

Donne #1


Vedendo sfilare Napoleone III sul suo bianco destriero trionfante,

la contessa di Castiglione disse :

"Io quella testa l'ho avuta tra le gambe".

sabato 3 novembre 2007

mercoledì 31 ottobre 2007

lunedì 29 ottobre 2007

Tributo a Chiara Castellani


A ventisei anni, specialista in ginecologia e ostetricia, Chiara parte per il Nicaragua. E' il 1983. Con l'entusiasmo dei primi passi si dedica a far nascere "niños morenos con tanti capelli che, quando escono fuori, gridano l'inizio della loro grande avventura, in questa terra strana, audace. Dove anche sopravvivere è una folle scommessa. Ma dove vale sempre la pena di scommettere", come scrive nelle sue lettere. A Waslala, fra montagne del Nicaragua, diventa per necessità chirurgo di guerra sul fronte dei sanguinosi scontri fra sandinisti e contras. I suoi sogni di giovane donna, da poco sposata, e di medico che porta la vita, s'infrangono contro la drammatica realtà dei morti saltati in aria sulle mine o falciati dalle katusce. Per sette anni "Doctora Clarita" si batte per la pace e per la ricostruzione del paese con dedizione totale e senza arrendersi alle tentazioni di fuga.

Terminata nel 1990 la missione in America Latina, parte per l'Africa, il continente sognato sin da bambina. L'AIFO, Associazione Italiana "Amici di Raoul Follereau", le affida la direzione di un ospedale fantasma, abbandonato dai belgi a Kimbau, regione del Bandundu, nello Zaire, oggi Repubblica Democratica del Congo. È la scoperta di un'Africa bellissima e terribile, affascinante e sconvolgente nelle sue contraddizioni e nelle ferite che non si rimarginano mai. Unico medico per centomila abitanti in una zona di 5.000 chilometri quadrati, anche dopo la mutilazione del braccio destro, continua a lottare, per salvare vite umane e promuovere il diritto alla salute. Nei villaggi dimenticati della foresta e nell'ospedale con quattrocento ammalati, senza acqua, senza energia elettrica, con scarsi medicinali, è per tutti "Mama Clara". Quando scoppia la guerra fra Mobuto e Kabila le condizioni già difficili del paese diventano drammatiche. Nelle lettere che scrive al lume di candela sulla vecchia Olivetti, lei grida i massacri, le violenze e le crudeltà, il martirio di migliaia di persone, l'epidemia di Ebola, il diffondersi della Tbc e dell'Aids. Sono il corollario inevitabile della povertà e dell'ingiustizia, delle sopraffazioni e delle violenze del più forte, delle complicità e delle responsabilità dei governi che sfruttano gli scontri etnici per i propri interessi economici e di potere. Ma Chiara non si arrende. L'accompagnano i ricordi, i volti, le vicende del Nicaragua che si mescolano alle nuove sfide ed alle nuove avventure, unendo i campesinos dell'America Latina agli abitanti del Congo in un'unica struggente scommessa: non togliere ai poveri la possibilità di sognare un futuro diverso.

Di Chiara Castellani si può trovare in libreria un "Una lampadina per Kimbau", il diario sofferto e meraviglioso della sua vita.
Il libro si intitola così perché è in corso la realizzazione di quel progetto di piccola centrale idroelettrica che consentirà di accendere a Kimbau, nell'ospedale e dintorni, non solo la "lampadina" ma anche una speranza in piu'.


Intervista a Chiara Castellani: http://italy2.peacelink.org/kimbau/articles/art_11125.html

Aiutare Kimbau è possibile

Si può contribuire nel seguente modo:
- carta di credito American Express - Visa - Mastercard: telefonare al n. verde 800 550303 (AIFO)
- versamento postale: C.C.P. 7484 intestato ad AIFO
- versamento bancario conto corrente bancario: AIFO conto n.505050 - Banca Popolare Etica Padova - ABI 5018 - CAB 12100 - CIN Z
Importante: non inviare materiale, i generi di prima necessità sono in genere reperiti in loco.
N.B.: NELLA CAUSALE CONSIGLIAMO DI INDICARE UNA DELLE SEGUENTI CAUSALI
- Kimbau spedizione container (in questo momento è OBIETTIVO PRIORITARIO)
- Kimbau ospedale
- Kimbau centrale idroelettrica

jealous guy

I was dreaming of the past
and my heart was beating fast.
I began to lose control
I began to lose control.
I didn't mean to hurt you
I'm sorry that I made you cry oh well
I didn't want to hurt you
I'm just a jealous guy.
I was feeling insecure
you might not love me anymore.
I was shivering inside
I was shivering inside.
I didn't mean to hurt you
I'm sorry that I made you cry oh well
I didn't want to hurt you
I'm just a jealous guy.
I didn't mean to hurt you
I'm sorry that I made you cry oh well
I didn't want to hurt you
I'm just a jealous guy.
I was tryin' to catch your eyes
thought that you was tryin' to hide.
I was swallowing my pain
I was swallowing my pain.
I didn't mean to hurt you oh well
I didn't mean to make you cry.
I didn't want to hurt you
I'm just a jealous guy. oh well
I'm just a jealous guy. oh well
I'm just a jealous guy.


John Lennon

domenica 28 ottobre 2007

De inutilitate amoris

Non ci da pace.
Non ci fa lavorare a pieno ritmo.
Non ci fa pensare razionalmente.
Non ci fa dormire. E quando vogliamo uscirne non ci riusciamo.
Ci annebbia la mente.
Non riusciamo più a sentire l'affetto di altri se non di loro.
Diventiamo gelosi.

Ecco perchè gli angeli sono nè maschio nè femmina.

domenica 21 ottobre 2007

Le ragioni della Fenice

Liberiamoci subito dall'ipotesi malevola. Dell'idea che J.K. Rowling e i suoi editori si aspettassero di vendere (ancora) più copie del settimo e ultimo Harry Potter; e che per stimolarle abbiano lanciato un petardone a scopo pubblicitario. Liberiamocene perché la scrittrice è attualmente più ricca della regina d'Inghilterra; ed è, come si diceva una volta, una sincera democratica. Insomma, se ha dichiarato che Albus Silente è gay, deve averlo fatto per senso civico. Silente è il preside della scuola di magia di Hogwarts, il mentore di Harry, la grande autorità morale dell'intera saga. Nel sesto libro viene ucciso. Nel settimo, Harry Potter e i Doni della Morte, si scoprono molte cose della sua vita e del suo passato; che chi scrive non può raccontare anche se sarebbero utili a spiegare la gayezza del preside. La traduzione italiana uscirà il 5 gennaio prossimo; però sono interessantissime, giuro.

Ma insomma (questo si può dire) alla fine la memoria di Silente ne esce prestigiosamente intatta, anzi. E così è altrettanto prestigioso l'outing dell'autrice. Certo, sui blog harrypotteristi si discuteva da anni della presunta omosessualità del preside (mai una fidanzata, e sì che di streghe a Hogwarts ne circolavano). Ma su quei blog si legge qualunque cosa. Magari è andata in un altro modo. Durante un incontro a New York con centinaia di fans, Rowling ha voluto far sapere al mondo che il suo personaggio più rispettato — un anziano intellettuale/mancato statista per scelta, una specie di Carlo Azeglio Ciampi più Sandro Pertini più Norberto Bobbio più lunga barba bianca — aveva inclinazioni sessuali per molti, tuttora, poco rispettabili. Alla faccia loro (di quelli che pensano siano poco rispettabili).


E per insegnare qualcosa ai ragazzini, è probabile. Che quando usano parole come «ricchione» o «busone» (e altre) per offendere qualcuno, insultano anche l'unico adulto a cui forse, se esistesse, darebbero retta. Che è normale essere gay e coraggiosi, gay e carismatici, gay e sprizzanti matura (un po' decrepita, vabbè) virilità. E poi, l'outing di Albus Silente è un passaggio epocale. Per la prima volta uno degli eroi di una serie di bestseller globali e per di più per ragazzi (vabbè, siamo tutti ragazzi in questi casi) è proclamato omosessuale dall'autore. Ora ce ne saranno altri, forse, e non ci si dovrà accontentare dei battutoni (sempre presenti nella cultura occidentale, da Eurialo e Niso a Batman e Robin). Però. Adesso quand'è che Rowling ci conferma che la prof McGranitt è lesbica? Lo pensiamo in tanti, ci insospettisce la passione per il Quidditch; e anche lei va liberata dall'ipocrisia, che diamine.

Maria Laura Rodotà

sabato 20 ottobre 2007

venerdì 19 ottobre 2007

Coming back

Sono tornato a casa, a Vittoria. E ho risentito qui l'odore dell'autunno. Il profumo delle foglie di loto che marciscono in giardino. E il vento, che porta dentro il lezzo dell'olio di sansa prodotto in periferia. E le castagne, la pasta reale, i cachi. E le nuvole. L'uva, i melograni e l'olio appena spremuto.

Benvenuto Autunno.

martedì 16 ottobre 2007

lunedì 15 ottobre 2007

Mafia, il pm chiede 8 anni per Cuffaro


La condanna ad 8 anni di reclusione, per favoreggiamento aggravato e rivelazione di segreto d'ufficio, è stata chiesta dalla pubblica accusa per il presidente della regione siciliana Salvatore Cuffaro al termine delle requisitoria al processo "Talpe alla Dda".

Il procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone ha anche sollecitato il tribunale di Palermo ad infliggere 18 anni di carcere all'imprenditore Michele Ajello, il cosiddetto "Re Mida" della sanità siciliana, accusato di associazione mafiosa.

Dopo una camera di consiglio durata poco più di mezz'ora la terza sezione del Tribunale di Palermo ha deciso di far proseguire il dibattimento Talpe alla Dda con la requisitoria dei pm. Nonostante l'istanza presentata dalla difesa, così, il processo non verrà sospeso anche se gli atti averranno mandati alla Cassazione, che dovrà decidere sulla richiesta dei legali di Salvatore Cuffaro di rimettere gli atti a un'altra sede giudiziaria per «la grave situazione ambientale» che si è creata dopo la spaccatura tra i pm del processo e il vertice della Procura di Palermo sul tipo di creato da contestare al presidente della Regione Sicilia.

La requisitoria sta andando avanti e nella giornata di oggi, con anticipo rispetto alle previsioni, potrebbero arrivare le richieste di pena dei pm.

tratto da http://www.unita.it/