martedì 21 settembre 2010

The big bang theory.



Ebbene sì. Li adoro. Sti nerd strapassatissimi e lei, più bionda che non si può. Pensavo che dopo Modern Family nessuna sit-com americana mi avrebbe potuto convincere, e invece devo nuovamente ammettere che gli americani ne sanno una più del diavolo. E, nonostante le solite risate fintissime, il "prodotto" è veramente godibilissimo.
E poi c'è lui, Sheldon Cooper. Come ho fatto a vivere senza di lui?

ps. spero che quella cessa dell'ultima puntata della terza serie non lo faccia innamorare e non lo renda un comune mortale, ve prego!

pps. adoro le t-shirt di Sheldon.


lunedì 20 settembre 2010

La breccia e Roma capitale.



L'unità dell'Italia si concluse con il più sfrontato atto "laico" della storia europea, credo. Infatti, all'epoca, il Vaticano era considerato un vero e proprio intralcio all'unificazione del paese Italia, e non una terza camera come sembra essere considerato oggi.

Il 20 Settembre 1870 i bersaglieri entrarono a Roma, misero il Papa e i papisti al loro posto, e presero per noi una capitale degna di questo nome.

Per fortuna, sono tutti morti, e non vedono che stato para-confessionale siamo diventati. E non sanno nemmeno che in quel di Milano vogliono n'altra capitale, tutta loro, la capitale del nord. Con tanto di ministeri, maitresse e cupoloni.

ps. per i nostalgici, sappiate che mi dispiace soltanto di non potermi godere il caro Ratzy acclamato Papa-Re, con tanto di portantina e scintillante tiara in capo.




sabato 18 settembre 2010

The world forgetting, by the world forgot.


Il pensiero mi torna a te, fastidiosamente, come il ronzio continuo di una zanzara in una torrida notte d'estate o il posarsi di queste schifose mosche che non so come eliminare.

Ieri ho provato a sterminarle. Cosa c'è di meglio di un puntuale e organizzato olocausto per dimenticarsi di tutti i problemi contingenti? ma neanche il DDT riesce ad estirparle.

Le sto provando tutte, pur di non pensare a te.

Da giardinaggio agonistico a babysitteraggio notturno e apprensivo per anziani e decerebrati, da maniacali pulizie generali a fughe oniriche dalla realtà, da ascolto compulsivo di musica trash all' organizzazione frenetica dei mesi futuri in funzione di esami e ripetizioni a bimbi-minkia.

Ma poi torni, come una mosca, a infastidirmi, a rendere tutto vano.
Ora potrei dire di desiderare il trattamento di Eternal sunshine of the spotless mind e andare avanti come se niente fosse stato. E, invece, stranamente, non voglio. Non voglio cadere nella stessa trappola ancora una volta. Saprò che faccia hanno la menzogna, l'illusione e la delusione e le eviterò, accuratamente.


How happy is the blameless vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray'r accepted, and each wish resign'd.

Eloise to Abelard - Alexander Pope


venerdì 17 settembre 2010

La frustrazione dei terzi esclusi.


Io amo Sofia Coppola, e ora vi spiego perchè. Pensavo fosse dovuto alle atmosfere bionde e rarefatte de Il giardino delle vergini suicide o alla variopinta pâtisserie parigina sfoggiata in Marie Antoinette. E, invece, penso che il discorso sia un po' diverso.

Riflettevo, poco fa, leggendo le illuminate dichiarazioni del ministro e poeta Bondi-SandroBondi sull'esito poco felice dei film italiani alla mostra del cinema di Venezia. In pratica non hanno preso un cazzo di niente. E, ovviamente, la colpa è dell' "elitario, relativista e snob" Tarantino, presidente della giuria del premio, che ha influenzato gli altri giurati escludendo i poveri filmetti italiani dalla rosa dei premiati. Ma, Sandrino, hai mai visto almeno un film di Tarantino? quel che ci sarebbe a tuo parere di elitario in Kill Bill penso sia un mistero anche per il più illuminato lettore dei tuoi haiku.
Diciamo, piuttosto, come stanno le cose: i film italiani presentati alla mostra sono poco più che esercizietti di stile che poco impressionano una giuria di respiro internazionale. Mancano dell'unica caratteristica da cui un'opera d'arte non può prescindere: non emozionano, magari incuriosiscono, ma niente di più. E' un po' quello che sta succedendo negli ultimi anni anche alla "nuova" letteratura italiana, che presenta un panorama di giovani autori, cosa buona e giusta finalmente, ma che, forse, peccano di poca autorevolezza, dato che i vari editor plasmano le loro opere prime ad hoc, creando dei romanzo perfetti alle vendite e alle premiazioni, ma artificiali, come le tette di una miss. Ogni riferimento a Giordano e alla Avallone è puramente voluto.

E ora torniamo alla cara Sofia. Ok, lei è figlia di cotanto padre e perciò, probabilmente, non ha dovuto vendere l'anima o altro per farsi produrre il primo film. Ma quello che è impossibile non concederle è la sua assoluta e disarmante onestà intellettuale nel creare, scrivendo e dirigendo, film che sono delle opere d'arte coerenti e personali. Qualcuno definisce i suoi film noiosi e un po' boriosi, ma magari gli sfugge che lei abbia chiaro che il punto di forza delle sue opere non sia proprio il ritmo. Lei vuole raffigurare un universo in cui abbiamo languito tutti, e in cui molti di noi ancora si ritrovano: l'impossibilità di crescere, di realizzare una compiuta fuga dall'adolescenza. Lei crea delle opere assolutamente riconoscibili e vince (e non parlo solo di Venezia) proprio perché, in un panorama in cui ogni prodotto culturale (musicale, letterario, cinematografico) tende a una indifferenziata omogeneità, la scena di un suo film inedito difficilmente la potrei confondere con qualcos'altro.

mercoledì 15 settembre 2010

Problemology

Sono stato abituato sempre a cavarmela da me. Non ho avuto, insomma, figure genitoriali che mi abbiano mai privato del piacere di farmi il culo per ottenere qualsiasi cosa. Graziemammaepapà. Seh.

Ma, ora, si sta esagerando. Sì, perchè quando è troppo è troppo!

Penso che il caro Tolkien, descrivendo l'epica battaglia dei cinque eserciti, non si riferisse ad altro che alle mie gesta. Sì, Tolkien aveva una palla di cristallo con cui vedeva nel futuro, nel mio in fattispecie, ok?

Ecco, in ordine di schieramento, contro chi e cosa devo lottare in questi giorni:

1. la segreteria della mia facoltà, e le intelligentissime (sottolineo intelligentissime) persone che ci lavorano e che stanno rendendo assai agevole la mia iscrizione. Grazie.
2. i miei carissimi consanguinei, che rendono questi giorni già incasinatissimi, ulteriormente incasinati. Grazie.
3. la degna erede di Fata Matrigna, ma anche di Machiavelli, Macchia nera e Messalina.
4. il fantasma delle trombate passate.

Io, ovviamente, sono il quinto elemento schierato, pronto a prenderle di santa ragione da ognuno di questi, a caso. Intrepido. Ma neanche tanto.

Ps. non fiori ma opere di bene.


sabato 11 settembre 2010

Americanismi #1


Ricordo che quel giorno sono andato a comprare i nuovi libri per il liceo alla libreria Gamma, non ricordo però più che anno stavo per frequentare. Tornato, salii in camera, e accesi la tv, mentre distrattamente strappavo il cellophane dai libri. E si mischiarono in quel momento l'odore della carta satinata fresca di stampa e le immagini del secondo aereo che si schiantava sulla seconda torre del World Trade Center. Rimasi paralizzato, vedendo il fumo spandersi per quello skyline che mi aveva sempre affascinato, e poi le torri che crollavano su se stesse. E poi quelle persone che si buttavano.

Io non sono mai stato negli Stati Uniti. Ma in quel momento mi sentii colpito in prima persona, non solo perchè non sarei mai potuto salire sulle Torri Gemelle come ogni bravo turista nella Big Apple, ma anche per quello che gli U.S. rappresentano per me.

Non sto qui a dirvi cosa penso di quelli che, giusto per non meglio identificate pseudo-chic-ideologie, dicono di odiare gli Stati Uniti. E che "ben gli sta" una volta tanto. Perchè mi fanno schifo, scusate il francesismo.

Ora, quasi dopo dieci anni, si parla di quel reverendo che vuole bruciare il Corano, ma anche di una moschea a Ground Zero. Per questo amo quel paese. Che ne combinano sempre di tutti i colori.

In memoria delle 2974 vittime, appartenenti a 90 nazionalità.


giovedì 9 settembre 2010

Come September.

Se non avete mai abitato in Sicilia, non potete conoscere il senso di gioia misto a sollievo che i primi temporali di Settembre ti danno.

A breve pioverà ancora, sì, lo sento. E lo dice anche il meteo, perciò ancora niente allucinazioni sensoriali.

Spero che la pioggia lavi via tutta questa polvere, questi giorni monotoni, questi ricordi apparentemente inamovibili.

E non posso che trovare deliziosamente settembrina questa canzone di Paolo Nutini, e non so bene perchè.

Enjoy!


ps. sì, sono tornato. Forse.

lunedì 22 febbraio 2010

C'era una volta un principe.

C'era una volta un principe. Ma no, questa che vi sto per raccontare non è una favola, ma una di quelle robe dell'italietta che ormai non mi stupiscono più.
Io amo Sanremo come amo tutte quelle vecchie cose di pessimo gusto che tutti conserviamo gelosamente, senza un reale motivo. Consuetudine? Tradizione? Attitudine al trash? non voglio però capire cosa si celi dietro questo mio sentimento atavico, ma analizzare brevemente i risultati della finale, partendo da un punto (?) fermo: l'Italia è il paese del bel canto. Siamo tutti d'accordo, no? Bene, questo presuppone che l'italiano medio abbia una certa predisposizione alla musica di qualità, o per lo meno che disponga del senso dell'UDITO.
Cronaca della serata di sabato: trash-canzone-trash-canzone-trash-canzone-maryJblige-trash-sipariettopolitico fino al momento clou, che vede volare volare volare sul palco gli spartiti dei professori dell'orchestra, accartocciati per lo sdegno. Si, è lo sdegno che ti prende quando non è il talento ma il personaggio a farla da padrone. La terna dei finalisti: non discuterò della presenza delle due talent-madamine e della vittoria di una delle due (che da brava Valery Valery alla corte di Francia non ha tradito stupore, ma è stata contenuta e dignitosa) ma del secondo posto che gli italiani hanno regalato al Principe al Pupo al cazzone e alle redivive sorelle bandiera.
Riflessione: la canzone è una cacata, il testo è una cacata retorica, il principe canta con la sua voce da culo. Gli italiani che hanno pur votato hanno fatto una scelta ben precisa, hanno preferito la retorica RETORICA retorica alla sostanza. Sapete, non so come concludere questo post, perciò metto su Malamorenò e, con disinvoltura, me ne fotto.

venerdì 12 febbraio 2010

Ally McBeal, i miss you.


Ally McBeal : I’m not sure how it all started. Oh it was ‘cause I smelled his bottom. It wasn’t that stupid. We saw dogs do it. That’s how they knew for sure so... No we didn’t even smell anything. Oh, it was the kiss. It was too... so... Oh I actually felt my whole body tingle. Or maybe it was when our tongues touched or... No, no it was that first kiss... which was so soft... his lower lip barely touching my top lip. That was magic. The first time wasn’t... I pinched a nerve in my neck. If we could have just stayed broken up... but I just had to follow him to law school. I didn’t even want to be a lawyer. I... I just, hum... maybe I studied to hard. No. No it wasn’t me. It was him. He’s the one who had to transfer to Michigan.

ALLY McBEAL 1X01 - PILOT

da un'idea di Liz...

domenica 7 febbraio 2010

Google mon amour!


Ecco le domande più gettonate poste a dio Google...
Beh da una veloce analisi diciamo che ci affliggono innanzitutto due problemi: farci i cazzi degli altri su Facebook e la paura di procreare, se si è portatori di ovaie.
Da non sottovalutare il perchè Jacko si sia sbiancato e perchè il procione venga detto orsetto lavatore; un dubbio ulteriore ci assale: sarà lui a far bagnare le donne?

sabato 6 febbraio 2010

Antonella, i sessant'anni e il festival gggiovane.


Sanremo è alle porte: la padrona di casa Antonella Clerici presenta il suo Festival e dispensa dichiarazioni su ogni aspetto della kermesse canora. Che quasi nessuna delle dichiarazioni riguardi le canzoni...beh, anche questo fa parte della migliore tradizione sanremese. Gli ospiti d'eccezione annunciati vanno dalla “bruttarella” Susan Boyle alla bellissima Ranja regina di Giordania; una toccata e fuga pure dei ballerini del compianto Jacko e della Cuccarini in gran spolvero (e nuda) per il suo nuovo musical. Sì, la polemica incalza riguardo agli artisti non in promozione che pretenderebbero un compenso eccessivo per la loro presenza: dopo il gran rifiuto di Laura Pausini, di recente andata in letargo, di Tiziano Ferro e Biagio Antonacci, al momento la serata di giovedì, dedicata alle canzoni storiche del festival, vede come certa soltanto la neo-mamma Elisa Toffoli.
Ricordando che si sta parlando della sua sessantesima edizione, il Festival vorrebbe puntare a un pubblico giovane: ecco i Tokio Hotel, idoli delle tredicenni, che se la vedranno live con l'orchesta; la nutrita presenza tra i cantanti in gara di stelline reduci da talent-show vari; la capricciosa Lady Gaga, ancora in forse solo a causa delle sue richieste un po' folli; e Maurizio Costanzo, giovane di belle speranze, che, ritornato da poco in Rai, sarà il protagonista della finalissima di sabato. Insomma, la cara conduttrice lo sottolinea: quello di quest'anno non sarà un revival, ma “una festa nuova ogni sera”. Bene: ma si sarà preoccupata della qualità delle canzoni in gara? Ai posteri l'ardua sentenza.

Queen of mean #5


Sue Sylvester è un' atleta olimpica, nonchè reduce dell'esercito e coach di cheerleading

che tutti stiamo imparando ad amare guardando Glee. Vi lascio alcune delle sue chicche...

"Vi sembra troppo tosta? Vivere con l'epatite è una cosa tosta!"

"Vuoi un integratore di ferro? Ti tira su quando hai il ciclo!" Will Schuester: "Ma io non ho il ciclo." Sue: "Ah sì? Neanch'io."

"Ero in biblioteca a leggere "Cheerleader Oggi" a dei vecchi ciechi [..] Ci vogliono almeno 12 ragazzi per le regionali, se ricordo bene tu ne hai solo 5 e mezzo, compreso lo storpio in carrozzella"

"Fai con il tuo gruppetto di bambini quello che ho fatto io con mia madre vecchia e anziana: eutanasia"

"I genitori gay incitano alla ribellione, è provato"

"Questo a casa mia si chiama disastro totale. Adesso annusatevi le ascelle per piacere. E' la puzza dei falliti e si diffonde appestandomi lo studio."

"Vi revoco l'autorizzazione ad abbronzarvi per il resto del semestre."

lunedì 25 gennaio 2010

domenica 24 gennaio 2010

Steve McCurry - Sud-Est



Afghan girl: Sharbat Gula, ieri e oggi.

Steve McCurry in mostra a Milano è un appuntamento da non perdere.

Avatar-hontas o Poc-àvatar?

Dopo aver battuto molte sale cinematografiche di altre città, per diversi anni, son tornato al cinema qui, sul suolo patrio: a Vittoria. Ovviamente, il posto prenotato era occupato da tizia e caia già ti guardava male perchè non hai sorriso beatamente davanti a cotanto buon gusto. Ma concentriamoci sugli occhiali 3-d, vera novità del cinema tridimensionale. Avevo dimenticato l'amuchina. No, perchè io non sono un igienista, e voi lo sapete bene. Ma io per 3 ore e rotti di film chiuso lì dentro sudo, e penso pure i miei predecessori. Ma ecco, le luci si spengono, inforchiamo sti occhiali e godiamoci lo spettacolo.
La prima ora del "capolavoro" di Cameron trascorre a fatica: perchè, diciamocelo, non sembra esserci niente che già in Alien o in un qualsiasi polpettone di guerra non si sia visto, dal generale incazzoso sfigurato ai mercenari ibernati in viaggio nello spazio. Ma poi tutto cambia: quando spuntano nelle vasche quegli enormi pupazzi blu cominci a svegliarti dal torpore; il gioco finalmente comincia quando poi il protagoista mega-puffo si mette a correre come Heidi tra i campi. Non voglio qui far polemica, ma una domanda ve la vorrei porre: ma chi fa la treccia ai costosi avarar lì nella vasca? perchè son questi i particolari che rendono un film un capolavoro. Penso.
Poi lui-che-è-un-marine-tanto-blu-e-tanto-coraggioso, durante una gita in Pandora, scappa da un mostro terrificante e si ritrova a far da possibile crocchetta a quelle bestie che mi ricordano tanto dei lupi. E arriva lei, la tipa figa e blu, che lo salva ma che è tanto principessa incazzosa e diffidente. Sì, perchè nei film americani le principesse solitamente sono diffidenti e anche un tantino incazzose. Però poi si innamorano immancabilmente del bonazzo di turno. Prima che il fiore dell'ammoreh venga colto, lei insegna all'alieno tutto ciò che deve fare per non sfigurare agli occhi di babbo e madreh, il cui regno però vien distrutto proprio dagli amici alieni del futuro genero. Uh, il regno della tribu dei Navi è un mega-albero, enorme, bellissimo! che ovviamente vien distrutto dal generale tanto cattivo. Insomma: ci ritroviamo alla fine a sperare che questi alieni facciano la pelle agli umani colonizzatori, che in questo caso sono gli alieni della situazione. Urca, che chiave di lettura sottile vuole lasciarci il caro James: gli umani distruggono qualsiasi roba che hanno tra le mani, e dopo aver distrutto la natura sulla terra hanno trovato un nuovo ecosistema da fottere.
Vedere gli umani che sfilano mesti lasciando Pandora mi fa apprezzare lo sforzo di Cameron di dare un senso compiuto alla storia, non lasciandoci un finale aperto, di quelli frustranti alla Signore degli anelli, insomma. Però cerchiamo di essere realistici: secondo voi gli esseri umani ci rassegneremo a lasciare in pace Pandora e i suoi meravigliosi ecosistemi? Nah. Penso che però ci siamo giocati già la cartuccia dell'invasore yankee. Penso, dunque, che i Navi nel sequel dovranno vedersela o con un'invasione di cinesi (tutti gran fumatori come la cara Sigourney) o con la guerriglia terroristica dei figli di Allah.
P.S. Caro James, mi spieghi cosa cazzo c'entra la canzone della Leona Lewis sui titoli di coda? se proprio non potevi fare a meno di un pezzo alla My heart will go on chiamavi la cara vecchia Celine e non la solita sgallettata di turno. Baci e abbracci treddì. Cià.


mercoledì 6 gennaio 2010

glee-ttering

S-propositando...

E' gennaio, il sesto giorno di questo nuovo anno. E sono le 17.17 mentre mi accingo a scrivere il primo post del 2010.
Un anno che si profila essere interessante. Senza dubbio per i tedeschi, che hanno avuto una manciata di milioni di carte di credito baggate (se pò ddì?) dal cambio della data. Evvai. Non sarò il solo a non potere usufruire dei saldi di inizio anno. Si', perchè se non ve ne foste accorti sono cominciati i saldi (impossibile non saperlo, dato che i tiggì ci sfrantumano i maroni parlando dei saldi manco fossero un nuovo 11 settembre). E cosa c'è di meglio che iniziare un anno in saldo? amicizie, sentimenti, buoni propositi, ambiziose prese di posizione: tutto in saldo, fin dal primo sorgere di questo anno.
Che se avessero ragione i neo-tardo-maya-millenaristi è il penultimo da goderci senza prospettare di lasciarci le penne. In teoria, ce la dovremmo godere, ma godere a dir poco. Immaginate però di dover condensare i piani di una vita intera in 48 mesi. Io comincerei propinando ad ognuno di voi, carissimi, una dose moderata ma sostanziosa di ansiolitico. Non si sa mai.
Di certo è proprio un ansiolitico quello che mi sarebbe servito ieri dopo aver letto quali siano gli stipendi dei quattro porci che sui palchi della rai ci dilettano con le loro cazzate. Beh, forse esagero, anche loro sono degli esseri umani, se li offendi piangono e se li pungi sanguinano gne gne gne. Ma cazzo. Non parlerò dei vari giletti carlucci o conti. Ma di uno che tutto sommato proprio sulle palle non mi stava. Fino a ieri. Fabio Fazio, il medio-man di raitre, quello che fa le sue interviste un po' meglio della media, sì per carità, ma mica stiamo parlando di un Pulitzer. Bene. Il signor Fazio sfoggia un contratto triennale in Rai per ben 2 milioni di pippi all'anno. Sì, ben sei milioni in tre anni. Roba che un comune mortale, che dite, in 5 o 6 vite la guadagnerà? Bah.
E dire che pensavo fosse la Bignardi l'unica radical chic di viale Mazzini.

O mai gad. Scrivere dovrebbe rilassarmi e invece mi fa invelenire. Questo doveva essere un post di benvenuto al nuovo anno, ricco di generici auguri per voi tutti e anche per me. Ma sì, anche di un proposito, quello di essere un blogger più costante. Lo giuro sul walter di Fazio. Quest'anno scriverò più spesso.

lunedì 23 novembre 2009

Autunno in festa.

Lady Gaga, febbre e panettone pre-natalizio.
L'autunno è tornato, ma è già lontano.
Perchè è lì lì per palesarsi l'Inverno.
Il freddo indiscreto che mi impregna le membra, che elettrizza la mia pelle.

Le castagne sono già un ricordo, le decorazioni natalizie di Ikea già lì per essere saccheggiate.

Intanto marciscono le ultime foglie di loto in giardino.

Amo il crepuscolo di quest'autunno.

martedì 4 agosto 2009

venerdì 10 luglio 2009